Ex Gasometri: il nostro intervento

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Proposte e progetti per ridare vita ad un’area degradata

È stato avviato un progetto che sta molto a cuore alle nostre aziende per i suoi risvolti ambientali e sociali: si tratta della bonifica del sito contaminato “ex gasometri” nel sestiere Castello a Venezia. L’area in questione è da molti anni oggetto di interventi di messa in sicurezza di emergenza date le significative concentrazioni di contaminanti presenti nel suolo e nelle acque di falda, i cui rischi sono significativamente superiori alla soglia, con conseguenze tanto ambientali quanto sanitarie.

La riqualificazione di questa zona riveste una fondamentale importanza per la città di Venezia perché permette una rivalorizzazione tanto ambientale quanto architettonica dell’area, preservando al contempo una struttura che rappresenta un simbolo dell’archeologia industriale di Venezia in quanto rappresentazione della particolare funzione produttiva dell’area per oltre 150 anni.

Infatti la contaminazione risale ad attività produttive presenti su quest’area da prima del secolo scorso, iniziate nel 1841 con l’entrata in esercizio dell’impianto di produzione di gas distillato dal carbone, attività che ha contribuito alla contaminazione del suolo e che si è protratta fino agli anni ’20 del Novecento. Da questo momento, a seguito della dismissione della funzione attiva dei gasometri, che erano destinati al contenimento del gas per l’illuminazione pubblica urbana, l’area si trova in stato di degrado e abbandono, come già raccontavamo in un vecchio articolo.

La complessa situazione di compromissione di suoli e falde è stata poi ereditata dalle proprietà che si sono susseguite senza che si riuscisse a trovare una soluzione che conciliasse sostenibilità ambientale ed economica e che fosse finalizzata a riportare questa importante area del centro storico ad essere nuovamente fruibile e vitale.

La decontaminazione dell’area in questione è di rilevanza fondamentale perché, per quanto si collochi in una zona marginale della città, vi si trovano tre Istituti scolastici ( Benedetti-Tommaseo, Algarotti-Sarpi e Barbariga ), frequentati da circa 2000 studenti. La salute dei ragazzi è uno dei motivi che rende particolarmente urgente intervenire con il recupero degli “Ex Gasometri”. Gli studenti hanno inoltre delle esigenze importanti, che sperano di veder realizzate da parte di chi si occuperà della riprogettazione dell’area, come quella della costruzione di un palazzetto dello sport dove svolgere attività didattica e sportiva.

Nel complicato quadro che coinvolge il futuro dell’area in questione si è affacciato il gruppo immobiliare MTK, che si è impegnata alla riqualificazione dell’area con un progetto che prevede la realizzazione di nuovi alloggi privati per una superficie di oltre 10 mila metri quadri (altra possibilità per l’area, al momento già acquistata, potrebbe essere utilizzarla per la costruzione di alcuni alberghi, previa autorizzazione dell’amministrazione comunale, al momento non concorde su questa specifica destinazione), verde pubblico e percorsi pedonali per circa 4 mila metri quadrati, oltre ad altre opere di importante valore per la pubblica utilità. Tale progetto ha subito recentemente un’ulteriore revisione da parte dello studio dell’architetto Luciano Parenti (recentemente intervistato da Radio Venezia Tv), che ha apportato delle modifiche alle differenti opere accessorie (tra cui la struttura sportiva per gli studenti) in base alle richieste della Pubblica Amministrazione.

L’architetto Luciano Parenti, favorevole alla soluzione alberghiera, ha altre ambiziose proposte per un ulteriore sviluppo della zona in questione. La sua idea principale consiste nella possibile realizzazione di una nuova via d’accesso alla città tramite l’utilizzo di particolari cellule trasportate da droni, già in utilizzo a Dubai. La tecnologia in questione è totalmente elettrica e abbatte per questo l’inquinamento. I droni potrebbero partire da una zona periferica come l’aeroporto e garantire il trasporto fino all’area degli “ex gasometri” dove atterrerebbero su una piattaforma posta sull’acqua. Questo intervento costituirebbe l’apertura di una nuova via d’accesso alla città che andrebbe a risolvere, o quanto meno migliorare, il problema di congestione degli accessi attuali ed inoltre eliminerebbe il moto ondoso e l’inquinamento al momento provocato dai motoscafi.

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Il progetto

Gli importanti investimenti nell’area sono però vincolati al problema ambientale. La società MTK ha manifestato in tal proposito un forte interesse a pervenire quanto prima un programma di intervento, condiviso dalle autorità, per questo ha incaricato la nostra TEV srl per lo sviluppo di un progetto sostenibile dal punto di vista tanto economico quanto ambientale.

Il progetto definitivo è stato frutto della sinergia tra l’elevata esperienza di TevGroup nel settore delle bonifiche e le conoscenze delle importanti realtà italiane Unirecuperi e Biesse Studio, già occupatesi di una bonifica di ex gasometri a Reggio Emilia. Le aziende sovra citate hanno costituito una ATI al fine della preparazione e successiva realizzazione della proposta progettuale. Il gruppo ha poi scelto di avvalersi  del supporto dell’Università Ca’ Foscari e del suo ente strumentale di per un supporto tecnico scientifico alla progettazione.

Il nostro lavoro

Va tenuto presente che avendo la contaminazione alle spalle 90 anni di storia, durante i quali sono stati perpetrati i processi naturali di lisciviazione e biodegradazione degli inquinanti, in maniera tale per cui le analisi di monitoraggio aria-ambiente evidenziano che la situazione attuale non comporta fonte di rischio da inalazione incrementale per la popolazione vicina e tanto meno per eventuali residenti presso l’area.

Tutta via continuano a riscontrarsi residui di una certa quota di fasi catramose di cui si rende necessaria una prioritaria eliminazione, costituendo queste ultime sorgente primaria di contaminazione ancora attiva. Si è provveduto quindi a ipotizzare uno scenario di intervento migliorativo rispetto a quanto finora proposto che presuppone la messa in sicurezza permanente associata a interventi di bonifica volti a migliorare la qualità delle matrici ambientali che prevede:

  • un intervento di bonifica con misure MISP con trattamento del primo metro di suolo superficiale per le aree outdoor,  ciò garantisce, nella gestione del sito, azioni di intervento nel sottosuolo in totale sicurezza. Questo in ottica di poter operare in futuro nel primo metro di profondità, area in cui saranno presenti i sottoservizi, senza particolari vincoli. La scelta è stata quella di garantire un intervento MISP alla profondità di un metro dal piano campagna e di prevedere un trattamento del suolo superficiale mediante una tecnologia più volte impiegata nel suolo veneziano: la tecnologia ex situ on site HPSS (link ad articolo), sviluppata dalla nostra IN.TEC. insieme a Mapei;
  • un intervento MISP per le aree indoor;
  • un intervento di bonifica con l’asportazione di tutto il suolo insaturo presente, individuato dall’Analisi di Rischio approvata e un ulteriore metro di suolo insaturo per l’area definita “hot spot”. A tale approssimazione si aggiunge un intervento iniziale con sistemi oil-skimmer per l’asportazione e lo smaltimento della fase catramosa e poi con secondo intervento di soil flushing quale ulteriore trattamento del terreno saturo che rimane in situ al di sotto della profondità dello scavo;
  • la messa in sicurezza della pseudo falda presente nello strato di riporto e della prima falda mediante barriera fisica ed idraulica e trattamento mediante impianto dedicato con l’obiettivo di raggiungere in tempi medio lunghi gli obiettivi di bonifica.

Noi di TevGroup siamo particolarmente orgogliosi della nostra partecipazione a un lavoro di questa importanza sociale, ambientale ed economica per la città di Venezia.